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Costellazioni familiari sistemiche secondo Bert
Hellinger |
Come partecipare ad una costellazione?Difficilmente chi chiede una costellazione ha un’idea chiara del vero bisogno che la spinge, del bisogno cioè dell’anima. Gran parte delle idee che ci costruiamo Il facilitatore riceve nella maggioranza dei casi delle richieste fuorvianti ed è suo compito vedere se può aiutare la persona ad entrare nella giusta dimensione. In altri termini chi chiede una costellazione ha sempre una spinta profonda, ma non è detto che riesca a esserne consapevole. Può aiutare molto andare chiedendo per piacere (v.), perché senza questo movimento interiore non né possibile procedere. In pratica questo significa chiedere sapendo, con maturità, che si può ricevere un no e che quello che arriverà potrà essere diverso dall’aspettativa; ed essendo pronto a ricevere quello che viene (no compreso) come un dono, con gratitudine. Andare alla costellazione in armonia con il fatto che comunque ciò che accadrà sarà diverso dalle aspettative, anche in modo doloroso (il dolore, anche intenso s’incontra spessissimo). C’è un aspetto fondamentale ed in generale poco capito delle costellazioni di gruppo. (V. + rif.) Quello di fare da spettatori è un ottimo modo fare la propria costellazione. Quando il facilitatore sa lavorare davvero, tutti, assolutamente tutti fanno la loro costellazione. Il punto essenziale, sia per chi ha messo in scena direttamente la sua situazione che per gli altri, è il prendere. (V.) Chi non prende quello che è arrivato, perde tutto. Se ne va scontento, perché nella sua costellazione non ha visto quello che voleva, perché non ha messo in scena la sua costellazione; chi vuole subito mettersi all’opera, non affidandosi al movimento che è emerso nella costellazione. Chi ha dormicchiato tutto il tempo, se poi si raccoglie e si mette in sintonia con il movimento, ha avuto la sua costellazione. Il modo per fare una costellazione, è di andare con la richiesta, lasciando le pretese, aperti a tutto ciò che avviene. |